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Paolo
Orsi
Nacque nella generosa Rovereto (TN) nel 1859. Dotato di un
forte temperamento, tipico delle genti dolomitiche, in etࠍ
giovanissima dimostr vivissimo interesse per
l'archeologia. Apprese i primi rudimenti della numismatica
romana e medievale dal famoso numismatico Fortunato Zeni,
che gli stimolpegni di ricerca in questo campo per i
valori di cultura storica che le monete rappresentavano. Da
piccolo, in compagnia dei suoi fratelli e dei suoi
giovanissimi amici, soleva fare spedizioni nei dintorni del
suo paese, per scavare attorno ai vecchi castelli nella
speranza di trovare vecchie monete e armi antiche, delle
quali poi faceva gli schizzi con molta cura e competenza
rappresentativa, caratteristiche che gli sarebbero servite,
nell'etࠡdulta, per fissare su carta testimonianze di
grande importanza storico-culturale. In tal modo il suo
spirito di osservazione e la sua capacitࠤi
rappresentazione grafica si svilupparono notevolmente.
Il giovane
Paolo, come italiano residente nell'impero asburgico, inizi i suoi studi, com'era consuetudine del tempo (d'altronde era
cittadino dell'impero lombardo-veneto), nell'Universitࠍ
assai rinomata della vecchia e romantica Vienna di Francesco
Giuseppe, per poi completarli in Itlia, dopo aver chiesto e
ottenuto la nazionalitࠩtaliana. Furono anni di impegno e
di vera formazione culturale e scientifica, che poi
professionalmente gli fu molto utile. Terminati gli studi
universitari, fu assunto come vice-bibliotecario della
Nazionale di Firenze. Dopo
questa
notevole esperienza, che gli consent젤i allargare
ulteriormente gli orizzonti della sua cultura umanistica, fu
inviato a Siracusa per assumere l'incarico di vicedirettore
del Museo. Nella Siracusa di fine Ottocento trova
condizione abitativa, per un funzionario, veramente
precaria, ma non si smarr젥 organizz suo lavoro con i
modestissimi mezzi messi a disposizione dalle autoritࠤel
tempo. In Sicilia lo attirava moltissimo il bisogno
culturale di chiarire scientificamente il fitto mistero
della presenza dei Siculi e dei Sicani, cio蠩l problema
delle origini della popolazione siceliota, da oltre un
secolo oggetto di ricerca da parte degli storici di tutt'Italia.
Alla ricerca
archeologica ed etnologica dell'importante cultura siceliota
dedicmpagne di scavi, esplorando inlungo e in largo la
Sicilia orientale, e stese i suoi peculiari resoconti delle
ricerche condotte, lavori pubblicati nei resoconti scavi che
attualmente, a distanza di tempo, fanno largamente testo,
pur tra gli inevitabili aggiornamenti dovuti al progredire
della scienza archeologica, come giustamente 蠳tato
affermato dal prof. Bernardo Brea, altro illustre
archeologo, che ne prese l'ereditࠣulturale. Esperto di
paletnologia, si dediclo studio delle forme di vita di
queste popolazioni, dal 1889 al 1892, comp젶are campagne di
scavi, esplorando le necropoli di Pantalica, del Plemmirio,
di Castelluccio, di Tremenzano, del Finocchito, del Monte
Alveria, della Chiusazza, di Cava Lazzaro, della Cava d'Ispica,
di Cassibile, della Grotta di Calafarina, della Grotta
Corruggi, ecc.
La
quantitࠤi reperti archeologici presenti nel Museo di
Siracusa, oltre quelli presenti nei Musei di Noto e di
Lentini, ci testimoniano la peculiaritࠤel lavoro svolto
dall'Orsi: cosa che si pulevare anche dai brevi
resoconti pubblicati negli stessi anni della scoperte,
operate nel buoi di Calafarina e di Grotta Corruggi. Ma la
sua ricerca non fu solo diretta al riscoprimento delle
civilt࠰reistoriche, che chiamnericamente sicule, ma
alla stessa civiltࠧreca di Siracusa, Eloro, Megara,
Leontinoi, Kamarina, Ibla, Catania, Taormina, Zancle, Reggio
Calabria, ecc.
Orsi voleva
tracciare i lineamenti della civilt delle civilt delle
culture delle quali cercava le vestigia, facendo
ricognizioni e scavi in condizioni spesso proibitive, e per
le asperitࠤel terreno, e per le sue condizioni di salute,
spesso precarie. Molte sofferenze si procur involontariamente per la grande generosit࠰rofusa in ogni
attivitࠤi esplorazione, generosit࠴ipica della sua gente,
sia per soddisfare la sua sete di sapere, sia per dare alla
scienza elementi fondamentali di testimonianza ed
esplicativi.
Gli scavi di
Eloro, per rimanere nel nostro territorio, diedero lustro al
nostro ambiente per gli avanzi storicamente significativi,
rinvenuti negli scavi operati a partire dal lontano 1899.
Fu senatore a
vita, mor젮egli anni trenta nella sua Rovereto; ma noi
ancora gli dobbiamo tanto per i motivi giࠡmpiamente
esposti. |