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Colonna pizzuta (con ipogeo ellenistico)

A circa 1500 metri a nord-ovest della citt࠳'innalza su un'altura la maestosa colonna detta comunemente Piliere, Aguglia o Pizzuta; Questo avviene perch蠩l nome primitivo non 蠳tato tramandato dagli storici del tempo, n蠍 conservato da epigrafi del monumento. Secondo Orsi apparteneva ad un gruppo risalente ai secoli IV e III a.c., anche se i diversi tipi di scavo della roccia ipogeica fanno pensare ad un precedente uso della tomba per conservare le ceneri di guerrieri morti in guerra; in tal caso la colonna avrebbe un valore commemorativo. "Essa sorge sopra una base a quattro ordini di gradini, alta m. 1,67; la colonna stessa formata da poderosi massi non cementati, ma connessi alla perfezione, ha il diametro alla base di m. 3,79 ed un'altezza che si puu򠣡lcolare in m. 10,50. E' dunque un monumento grandioso..." scriveva Paolo Orsi nella sua relazione sugli scavi del 1899, per i quali appuntava accuratamente tutto sui suoi taccuini, eseguendo i disegni degli avanzi esplorati, come pure i disegni che riproducevano l'ipogeo interrato; ma non di rado li faceva eseguire ai suoi collaboratori. In questo caso si serv젤el valido aiuto del prof. Rosario Carta.

A levante della colonna, Orsi scopr젬'entrata della tomba ipogeica e, ripulitala delle erbe e della sabbia che la ricoprivano, si trov򠤩nanzi ad una scalinata scavata nella roccia. Vi s'introdusse, percorse un breve corridoio e rapidamente si trov򠤩nanzi ad una porta monolitica, fornita di cardini e maniglia di ferro. Apertala con molta cautela per non rovinarla, penetr򠩮 una camera sepolcrale, cio蠮ell'heroon (chiarissimi e meravigliosi sono i disegni e gli schizzi lasciatici dall'Orsi). Certamente dovette essere un'esperienza assai interessante per l'unicitࠤi tale ambiente ipogeico e per lo spettacolo che si par򠡬la sua vista. Nell'ambiente totalmente scavato nella roccia trov򠍊 tre scheletri adagiati su tre letti, anch'essi ricavati dalla roccia, una moneta e una statuetta di Jerone II, e molti altri corredi funerari, che servono a determinare la data o l'epoca dell'ipogeo, risalente alla seconda metࠤel III sec. a.c.. Trattasi di un sepolcro riutilizzato, perch蠍 sono visibili i lavori di riscavo della roccia per un riadattamento del primitivo heroon a necessitࠥ riti funebri successivi. Quanto abbiamo detto della colonna e dell'ipogeo della stessa 蠲iferito puntualmente dallo scopritore Orsi, che 蠳tato l'unico esperto ad averlo visitato, perch蠧iustamente ritenne opportuno, per la singolaritࠤell'ipogeo, reinterrarlo. Speriamo, con il tempo, che si possa visitare per i motivi appena esposti.

Si 蠰ensato che l'ipogeo potesse appartenere ad una famiglia illustre o agiata di Eloro, o che la fossa raccogliesse le ossa cremate di guerrieri morti in battaglia, che potrebbe essere quella del 413 o quella del 493. Alla prima battaglia il monumento non 蠲iferibile perch蠩l sito, secondo la tradizione, era quello del fiume Axinaros, alcuni km a nord di Eloro, e non proprio in prossimitࠤel mare, secondo il racconto storico. Alla battaglia del 493 si potrebbe riferire il monumento, ma, come giustamente osservava Orsi, Siracusa nel tempo posteriore avrebbe cancelato il ricordo di una grave sconfitta; noi siamo dell'avviso che a questa battaglia non si possa riferire, perch蠩l poeta Pindaro, se gli possiamo concedere credito, nel cantare le gesta di Kromio Etneo, vincitore dei giochi olimpici, localizzava la battaglia sulle rive dell'Eloro, ma nel punto in cui le sue acque balzano in basso (Cava Bebbi). Francamente da l젡d Eloro intercorrono parecchi km, e quindi l'ipotesi non si regge.

L'archeologo Militello cerc򠤩 essere pi?listico nel considerare l'origine del monumento, dicendo che per lui 蠳olo un monumento ellenistico, tenendo in maggior conto la presenza della moneta e della statuetta jeroniane nell'heroon. Potremmo avanzare una terza ipotesi, cio蠣he potrebbe trattarsi di una colonna commemorativa dell'alleanza tra i siracusani di Jerone II e Roma nel 263 a.c., ma Jeronimo l'avrebbe risparmiata dopo il 215?

 

 

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